Cari amici,

è passato ormai un po’ di tempo da quella visita mancata del 17 gennaio - dalle proteste infuocate e i confronti serrati intorno alle questioni che, in un modo o nell’altro, ci coinvolgono tutti.

Dopo settimane di silenzi (i giornali concentrati ormai su altro, i dibattiti ripresi e spostati su altre questioni, la vita che riprende e continua come niente fosse accaduto) dopo settimane, il blog aperto per la visita del Papa Benedetto XVI tace. 

Ha esaurito il suo compito.

Così, prima di chiudere questo capitolo che, ognuno a suo titolo, ci ha comunque riguardati tutti quanti, resta da ringraziare tutti coloro che a questa esperienza hanno partecipato.

Tutti, poichè tutti vi avete fatto la vostra brava irruzione, dimostrando cosa significa parlare, esprimere e ascoltare. Quel confronto, da tante parti sbandierato, così difficile - a volte addirittura impossibile - quel confronto c’è stato. 

Abbiamo sperimentato la difficoltà del dialogo, il fastidio di non capirsi e di non essere compresi, la fatica di sapere sentire  davvero cosa ci viene detto e di dire quello che troppo spesso riusciamo solo a gridare.

Ognuno porterà con sé ciò che da tutto questo avrà imparato.

Rimane il rimpianto di non aver scavalcato l’occasione verso un passo forse un po’ più concreto, ma che, magari, aspetta solo di maturare. La possibilità, cioè, di dare corpo ad un incontro vero, aperto, sincero.

Intanto, però, avvertiamo tutta la gratitudine per il percorso condiviso, sia pure nel conflitto e nello scontro.

Ma ne abbiamo parlato. Avete dimostrato che si può fare.

E per questo, davvero, grazie: qualsiasi sia la vostra opinione, qualsiasi siano le vostre convinzioni. Grazie.

Nella speranza che questo sia stato per tutti, un primo, importantissimo, passo.

Auguriamo a tutti voi di mantenere e arricchire la vostra carica, la vostra voglia di vivere e capire la vita, la vostra sete di giustizia e di libertà.

A presto!

 

Alessandra e gli amici della Cappella della Sapienza 

 

 

 

 

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CI CONTIAMO!

112 Risposte a “”

  1. Lorenzo Dice:

    santopadre Dice:
    23 Novembre 2007 alle 3:00 pm modifica

    Non vorrei essere pessimista,
    ma non mi convince questa visita del papa
    all’Università, che voi dite sia un “grande evento”.
    Chi lo ha invitato? e perchè viene?
    Sappiate che il papa troverà l’indifferenza generale,
    il fastidio di molti e l’interesse di pochi!
    Siete avvertiti, Lorenzo

  2. cappellasapienza Dice:

    Caro Lorenzo, grazie mille per averci scritto, è importante per noi poterci confrontare.
    Riguardo a quello che dici ciò che ci piacerebbe capire è dove nasce l’indifferenza e il fastidio della gente… non basta proclamare la propria avversione: è importante PARLARNE, e per ora tutti gli schieramenti - cattolici da un lato e “laici” dall’altro - se la sono cantata tra di loro e basta, senza mettere veramente sul piatto le questioni URGENTI sulle quali si fa solo tanto chiasso, senza provare a RISOLVERE in maniera propositiva!
    Riguardo all’invito al Papa, questo viene proprio dai vertici dell’Ateneo: si tratterà di una visita istituzionale - niente di più in realtà - e se questa può diventare occasione di discussione, di scontro, se necessrio, beh, la libertà e la democrazia tanto sbandierate non hanno bisogno proprio di questo?

  3. Franco Dice:

    Ciao a tutti,
    sono stracontento che il Sommo Pontefice B16 abbia accettato l’invito dell’Ateneo a recarsi presso la nostra università, certo sarebbe stato ancor più bello se avesse celebrato anche la S.Messa nella nostra cappella, ma sono sicuro che le sue parole ci colmeranno lo stesso il cuore di gioia e arricchiranno il nostro sapere , accrescendo il bagaglio culturale di chi, venendo alla Sapienza, ha la voglia di crescere , ma per davvero, e con il Santo Padre questa nostra crescita sarà ancor maggiore. Da parte nostra dobbiamo rimboccarci le maniche per accoglierLo con tutto il calore e l’affeto che possiamo espimere e con il rispetto che si deve ad una persona di enorme spessore culturale; e non mi riferisco solo ai cattolici ma a tutti coloro che si reputano persone pensanti e sensibili alla cultura. Per ciò che mi concerne sappiate che io ci sono! Se volete una mano per qualsiasi cosa fatemi sapere..contattatemi via e-mail.
    Un saluto Franco

  4. lore Dice:

    Tu parli di shieramenti nell’Università (a proposito chi sei? un don, una suora, la segretaria?). Ma tu ci vivi? Dove sono gli “schieramenti” cattolici e “laici”. Non mi pare, non lo vedo così. I compagni di corso intono a me non ragionano così, forse qualche volta non ragionano proprio.
    O meglio di questi “ragionamenti” non se ne interessano. Cosa vuoi che importi che venga il papa, e per risolverci i nostri problemi? ma quelli non pensi che dobbiamo occuparcene noi che ci viviamo? Sono nostri diritti: lo studio, la conoscenza, le scelte, le decisioni. l’università non è degli schieramenti, o di una élite che deve aprirsi delle strade contro altri o sostituirsi agli altri. E’ nostra, e ci paghiamo le tasse! Lorenzo

  5. cappellasapienza Dice:

    Riguardo alla mia identità, sono una dottoranda in filosofia e mi sono laureata proprio alla Sapienza. Semplicemente collaboro con la Cappella universitaria, che non crediamo si debba sostituire all’università, sarebbe sbagliato. Ma è una realtà che nell’università c’è, e che quindi in qualche modo la riguarda. Questo non significa che sia un obbligo frequentarla e neppure approvarla, ma come sono nostri diritti lo studio, la conoscenza e le scelte, lo è anche quella di fare parte di collettivi, movimenti studenteschi e quant’altro, Cappella universitaria compresa.
    Per quanto concerne gli schieramenti, non ho assolutamente parlato di schieramenti interni alla università: si tratta di contrapposizioni interne a tutto il paese, a diversi livelli. Approvo quello che dici: penso che sia giusto che gli studenti si approprino di qualcosa che è un loro diritto - e quindi anche una loro responsabilità - e prendere posizione, anche contraria, di fronte a un evento che comunque riguarda l’universitaria, è un modo per ridiventare protagonisti di ciò che è nostro e per cui, come dici tu, paghiamo le tasse.

  6. Francesca V Dice:

    Ciao ragazzi,
    vorrei dire che sono contenta che il papa abbia accettato l’invito dell’Università e non credo che siano adatte troppe polemiche riguardo a questo fatto.
    E’ un buon segno quello che ci dà il papa nel voler essere presente in mezzo a noi studenti e a voler partecipare ad un incontro importante e significativo, quindi secondo me accoglierlo calorosamente e seriamente è giusto.
    E’ giusto mostrargli il nostro rispetto, proprio come lui (e molti altri sacerdoti e religiosi fanno anche nelle parrocchie) in più occasioni ha mostrato il suo rispetto, e spronato i giovani e gli studenti a studiare con dignità e desiderio, per aspirare alla conoscenza, alla sapienza, e per poter essere più liberi e meno “ciechi” nel pensiero e nelle scelte di vita, anche grazie alla cultura.
    E in secondo luogo, se si parla di cultura non possiamo scordarci che oltre ad essere il pontefice è prima di tutto un uomo molto colto, preparato, e le sue parole portano sempre ad una riflessione, per i credenti e per i non credenti.
    Quindi chi è un po’ restio potrebbe mettere un po’ da parte i propri giudizi o pre-giudizi per andare ad incontrare e ascoltare il papa senza neppure fare troppa strada, visto che verrà lui da noi!!
    Sicuramente a lui farebbe molto piacere e apprezzerebbe che in quel giorno ci fossero persone che lo stimano e che credono in ciò che lui rappresenta, ma anche persone che non sono d’accordo con le sue idee. Secondo me, libero arbitrio sottinteso, la maturità di questa seconda “categoria” di persone sta anche nel dimostrare di saper essere presenti anche in circostanze e con persone non del tutto “gradite”, ma innegabilmente importanti e rispettabili come Benedetto XVI, e quindi ascoltarle.
    Straordinario sarebbe un confronto che partisse e fosse accettato da queste persone; in nome della maturità di studenti universitari, me lo auguro! :)

    Francesca

  7. cappellasapienza Dice:

    Grazie Francesca, del tuo contributo!
    Sarebbe davvero bello se questo incontro diventasse un’occasione per confrontarsi davvero e sperimentare un dialogo che sia davvero costruttivo tra parti diverse!
    Facci avere tue proposte, se hai idee su come tentare un tale incontro!
    A presto!

    Alessandra

  8. Federica Dice:

    Sono molto contenta che il Santo Padre abbia accettato l’invito a venirci a trovare direttamente “a casa”; di certo le Sue parole lasceranno un segno indelebile in ognuno di noi e saranno motivo di crescita spirituale e intellettuale.
    Concordo in pieno con Francesca, sarebbe davvero bellissimo se l’incontro con il Papa fosse partecipato e sentito da tutti, tanto da noi quanto magari dai più “restii”
    Per qualsiasi cosa, sono disponibile, potete contattarmi al mio indirizzo email! ;)

    Federica

  9. Alessandro Dice:

    Anche io, come la maggior parte di voi, sono estremamente contento della visita del papa alla Sapienza e, pur non essendo uno studente diretto di questa facoltà, conosco abbastanza la cappella della Sapienza perchè spesso ci vado ad ascoltare la Messa o confessarmi, infatti è proprio in una di queste occasioni che oggi ho appreso questa bella notizia; ringrazio inoltre una ragazza (che presumo sia una di coloro che scrive su questo blog) per le preziose informazioni e il volantino che mi ha dato dove ho trovato l’indirizzo di questo sito! Non posso non essere felice che il pontefice visiti un ateneo per molte ragioni; la più importante (per quanto mi riguarda) è sensibilizzare noi giovani, ma non solo sulla realtà “CHIESA”. Questa parola agli occhi di molti ha un valore estremamente negativo; molti la vedono come un’ istituzione che dall’alto emana norme e divieti a mo’ di codice penale e che fa interferenze in realtà che non la riguardano. Rispettando tutte le posizioni, sarebbe bello comunque, dal mio punto di vista, riscoprire la vera faccia della chiesa, quella che purtroppo molte persone, vuoi per superficialità, vuoi perchè non hanno trovato persone giuste nel loro cammino che glielo spiegassero, non conoscono. Spesso si vanta sempre la “democraticità” del nostro paese, il fatto che ciascuno possa dire la propria, ma stranamente quando la chiesa o il papa a volte richiamano l’attenzione e le coscienze della gente su problemi reali la risposta di molti : “LA CHIESA SI OCCUPA DI QUESTIONI CHE NON LA RIGUARDANO” “LO STATO è LAICO”!! . In realta quelle questioni la riguardano eccome, proprio perchè se la chiesa tacesse dinnanzi a questioni etico morali, non ottempererebbe al compito affidatogli da Gesù : ” ANDATE E AMMAESTRATE TUTTE LE CREATURE…e dice TUTTE….” E questo non va assolutamente ad intaccare la laicità dello stato, anzi, un vero stato laico dovrebbe essere quello in qui, chiarite le rispettive competenze, viene lasciata, all’altro la libertà di espressione, altrimenti sarebbe uno stato laicista, che è BEN DIVERSO! Beh pesno che quest’incontro potrebbe essere anche utile da questo punto di vista, a riscoprire il vaolre della chiesa e magari rendersi conto della grande PROFONDITA’ che si nasconde dietro quelli che agli occhi di molti sembrano “divieti” ma che mio avviso nascondono la VERA LIBERTA’! Il grande GIOVANNI PAOLO II è riuscito a molti a cominicarlo MERAVIGLIOSAMENTE, ma sono sicuro che anche il nostro BENEDETTO ci riuscirà senz’altro anche se ha bisogno dell’incoragiamento di coloro che (sopratutto tra i giovani) lo amano e credono ancora in lui! Mi scuso per essermi forse dilungato troppo e, magari essere sembrato pesante per alcuni, ma questo era il mio pensiero! Ciao a tutti!

    Alessandro

  10. _NoPOpe! Dice:

    ANCORA?!?
    In questo paese
    in cui il clima sempre più reazionario, familista e securitario vede governo e chiesa andare a braccetto;
    in cui il pacchetto sicurezza fa finta di risolvere il problema della violenza ma in realtà criminalizza i soggetti già marginalizzati alimentando il razzismo;
    in cui i d.i.c.o. una proposta nata debole, subito accantonata, che avrebbe rappresentato solo un primo passo verso i diritti lgbt, ha suscitato reazioni cha hanno evidenziato il clima omofobo di questo paese;
    in cui le politiche di privatizzazione limitano l’accesso ai servizi sanitari;
    in cui la violenza contro le donne all’interno delle mura domestiche è la prima causa di morte;
    in cui un referendum popolare sulla procreazione medicalmente assistita viene stigmatizzato da una campagna del movimento sulla vita;
    in cui tutti i soggetti che cercano di esprimere una sessualità diversa da quella eteronormale vengono criminalizzati, oppressi, negati.

    All’università che dovrebbe essere un luogo (e lo è sempre di meno) di crescita culturale, ricerca, critica consapevole e laica, in occasione dell’innaugurazione dell’anno accademico, sarà presente come rappresentante (di chi?) contro la pena di morte Sua Santità Papa Benedetto XVI!

    Un Papa che incarna uno dei poteri forti che fa di interiorizzazioni millenarie e moraliste la sua battaglia cattopolitica rendendosi artefice di un forte arretramento culturale.
    Un Papa che, condannando secoli di crescita scientifica e culturale, afferma dogmi anacronistici quali il creazionismo, attacca il libero pensiero scientifico e ci propone l’eterosessualità obbligata, che vorrebbe relegare la donna ai soli ruoli di madre e moglie.

    Contro questa intollerabile via crucis
    no Pope thanks!
    _le lesbiche, i froci e tutt* quelli che quel giorno vogliono conitnuare a stare nella propria università…senza nessuno che li giudichi li condanni e che conitnui a calpestare i nostri diritti

  11. cappellasapienza Dice:

    Proprio perchè crediamo nel libero dibattito, nell’importanza di poter comunicare e di scambiare opinioni; proprio perchè questo è il messaggio fondamentale che questo blog e l’evento per cui è nato vogliono manifestare, accettiamo, accogliamo e ringraziamo la forza con cui hai voluto dirci la tua!
    Alessandra

  12. Alessandra Dice:

    Concordo con Alessandra…tutti hanno il sacrosanto diritto-dovere la propria, MA SEMPRE CON IL RISPETTO RECIPROCO che secondo me è SACRO!

  13. mobydick290182 Dice:

    chi attacca la scienza moderna non può mettere piede e dare lezioni all’università!!
    http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/benedettoxvi-17/spe-salvi/spe-salvi.html
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/08/papa_scienza.shtml
    http://salon-voltaire.blogspot.com/2007/09/veronesi-papa-ratzinger-non-avevi-detto.html

  14. cappellasapienza Dice:

    Per ragioni di spazio non abbiamo potuto pubblicare l’intero commento che riporta le lettere aperte al Rettore contro la visita del Papa alla Sapienza. Riportiamo comunque i link tramite i quali i lettori potranno prendere visione delle lettere medesime.
    Da parte nostra ancora una volta non possiamo che ringraziare per aver espresso la propria opinione. Ci troviamo però costretti a far notare che l’interdizione che si chiede alla visita del pontefice smentisce la pretesa di liberalismo e democrazia in nome delle quali le suddette lettere sono state scritte. Invitiamo quindi a riflettere se non sia questo un atteggiamento che caldeggia la chiusura al dialogo piuttosto che promuovere le libertà individuali e sociali.

  15. Alessandro Dice:

    Concordo pienamente con Alessandra…questo atteggiamento è assolutamente lesivo del dialogo e della liberta di manifetazione del pensiero (ART.5 COST) ! E poi il papa non ha mai attaccato la scienza in quanto tale, ma il ricorso ad essa in modo sbagliato ed immorale! La scienza è cosa importantissima, ma non si può in nome di essa giustificare esperimenti su embrioni ecc….! Anke xkè PROPRIO LA SCIENZA STESSA POI HA DOVUTO RICONOSCERE KE CELLULE STAMINALI EMBRIONALI NON FUNZIONANO COME QUELLE ADULTE (Questo ovviam era solo un esempio) Dovresti documentarti di più sulle posizioni del papa sulla scienza invece di attingere nozioni dai giornali ke nulla hanno di obbiettivo.! Hai mai letto la FIDES ET RATIO DI GIOVANNI PAOLO II??

  16. mobydick290182 Dice:

    le suddette lettere sono state scritte da importanti docenti della comunità scientifica della Sapienza!!Non c’è nessun atteggiamento di chiusura, semplicemente il papa è “fuori-luogo” all’Università!!

    http://www.italialaica.it/cgi-bin/news/view.pl?id=007887

    Benedetto XVI definisce ‘irragionevoli’ le teorie sull’evoluzionismo: ‘i conti sull’uomo, senza Dio non tornano’. Davanti a 300mila persone, durante la messa celebrata a Ratisbona, ha invitato i cattolici a porsi la domanda ‘che cosa esiste all’ origine?’.’E’ la Ragione creatrice, lo Spirito che opera tutto e suscita lo sviluppo o e’ l’ Irrazionalita’ che,priva di ogni ragione, stranamente produce un cosmo ordinato in modo matematico e anche l’ uomo e la sua ragione?’.

    No!No!No! Queste cose può dirle a S.Pietro ma non all’Università!! ( o meglio le rovine dell’università riformata..)

    L’evoluzionismo irragionevole?? Se il papa conoscesse anche qualche cosa di fisica quantistica - secondo la quale l’universo sarebbe nato da una fluttuazione quantistica del vuoto senza il bisogno di un dio creatore - direbbe che è irragionevole pure quella. Le gerachie cattoliche parlano con molta disinvoltura della Natura senza conoscerne le leggi, e senza osservarla. Papa Woityla ha esplicitamente vietato alla scienza l’indagine sul Big Bang poichè quello è il momento della creazione divina che deve rimanere nel mistero. Più esplicito di così….(cfr. Steven Howking)

    No alla Passerella del Partito Democratico!
    No all Passerella del Papa!
    No a Mussi (che è poca cosa)!
    No alla militarizzazione dell’università!
    L’Università è laica e degli studenti e di tutti quelli che amano il sapere, studiano per esso e vogliono difenderlo!

    Questa visita SARA’ CONTESTATA IN MANIERA MOLTO FORTE dagli studenti e profesori che si sentono offesi e indignati da questa visita!!

  17. cappellasapienza Dice:

    Ovviamente ognuno è libero di contestare questa visita come vuole, nel modo che ritiene più giusto, liberale ed eticamente corretto.

    Ancora una volta, tuttavia, invitiamo a riflettere sul fatto che la libertà non può essere difesa limitando la libertà di altri (sarebbe un controsenso), nonchè un attacco (questo sì) alla democrazia.
    Nella fattispecie è giusto che esprimiate le vostre opinioni in merito ad un evento ufficiale che, quindi, vi coinvolge.

    Ritengo che università laica non voglia dire atea, ne a-religiosa, e che quindi vi abbiano diritto di espressione, vita accademica, sociale ecc. ecc. TUTTI gli studenti, i professori, i ricercatori, e via dicendo, che siano atei, non credenti, ma anche quelli credenti o afferenti alle diverse religioni.

    Alessandra

  18. jacopo Dice:

    Salve.
    Vorrei dire che non sono d’accordo con la visita del Papa perchè è un personaggio discutibile per tutti i motivi elencati sopra, che non starò a ripetere, e che, per l’inaugurazione dell’anno accademico, sarebbe stato meglio invitare una personalità apprezzata da un numero più grande si studenti.
    Sempre ammesso che si doveva invitare qualcuno.

    Vorrei sapere poi cosa ne pensate della lettera di Cini al rettore per contestare la visita di Ratzinger.

    Vorrei anche sapere se secondo voi è giusto che un papa parli di cose di cui non ha la benchè minima conoscenza.
    Un papa non conosce la scienza.
    Secondo me, può al più parlare dei suoi metodi,come fa abbondantemente, ma non può esprimersi sul creazionismo.
    Quanto alla lectio magistralis che avrebbe dovuto tenere…le teologia non si insegna nelle università pubbliche, dunque, lui, verrebbe a fare una lezione su che cosa?
    Per lo stato italiano, lui non è un Professore.

    Infine, voi raccomandate agli altri di rispettare l’evento.
    Sacrosanto.
    Ma provate a mettervi nei panni delle persone che Lui attacca più o meno direttamente da due anni.
    Provate a mettervi nei panni di omosessuali, lesbiche, oppure di credenti di altre religioni (questa estate ha detto che le altre religioni non hanno la stessa dignità di quella cattolica.), di agnostici (per il Papa il relativismo porta alla distruzione del mondo), ma anche di coppie non sposate che potrebbero essere riconoscitute come in tutti i paesi civile e che in Italia non lo sono per colpa dell’istituzione di cui lui è il capo e dei politici suoi servi.
    Voi credete che loro riscano a rispettarlo?
    E lui, li rispetta?
    Ovvio che l’ultima cosa non c’entra niente con la sua visita…
    ma se parlate di democrazia e di rispetto, forse dovreste riflettere su queste cose.
    Non pretendo di avere ragione.
    Però forse la rabbia che monta contro di lui non è gratuita. Non c’era nei confronti di Giovanni Paolo II.
    Ciao

  19. Francesca Dice:

    Sono una studentessa de La Sapienza e sinceramente non ho capito bene perchè il Papa venga invitato nel luogo della scienza. Credo che la dottrina cattolica abbia troppo spesso negato scoperte scientifiche e continui a farlo (vedi evoluzione). Fosse stato per la Chiesa il sole ruoterebbe ancora intorno alla terra.
    Perchè non si arrende all’evidenza di fatti che a mio parere tra l’altro non influiscono assolutamente sulla religione.
    Spero davvero di avere una risposta seria a un dubbio serio.

  20. mary Dice:

    sono contenta che il Papa venga alla sapienza proprio perchè potrà rispondere con la sua presenza e le sue parole a tutti coloro che si chiedono perchè sia stato invitato. Questo Papa ci regala la possibilità di incontrarlo e di guardare a Lui con amicizia e sincerità. Il cristianesimo è una storia che si ripete, senza odio, ma con rettitudine e coscienza, con scelte, a volte dolorose, ma che rendono l’uomo assolutamente libero. per questo siamo spe salvi. Grazie Benedetto.

  21. mobydick290182 Dice:

    MARTEDI 15 GENNAIO - Ore16 - SCIENZE POLITICHE (La Sapienza)
    Momento pubblico di dibattito e di confronto

    GIOVEDI 17 GENNAIO - Ore 9 - Statua della Minerva - Città Universitaria
    Contestiamo Mussi, Veltroni e il Papa… RIPRENDIAMOCI L’UNIVERSITA’ !!

    La Minerva e l’Inquisitore

    “Tradizione e innovazione”: ci sono slogan che riescono a catturare la realtà, o il suo triste vuoto. Questo è tutto ciò che possiamo riconoscere allo slogan scelto dalla “Sapienza” per autocelebrare un simulacro, cioè le macerie del “tempio della conoscenza”. Così, il 17 gennaio l’università di Roma, alle prese con un’ormai permanente crisi di legittimità, inaugurerà l’anno accademico proponendo l’alleanza tra ciò che i libri di storia hanno frettolosamente ritenuto i due poli incompatibili della modernità: religione e illuminismo, fede e ragione. O almeno tra i loro eredi sbiaditi. Chi meglio di Veltroni può interpretare lo slogan: tradizione, “ma anche” innovazione? Chi più di Mussi, ministro senza qualità, ha bisogno della forza della reazione per poter mettere piede in un’università che ne ha subito l’assenza e la debolezza? Chi se non Benedetto XVI, al secolo papa Ratzinger, rappresenta il nocciolo duro del fondamentalismo cattolico, crociato fuori tempo massimo, propagandista dello scontro di civiltà?

    I protagonisti di questa vicenda non sono casuali, così come non è casuale che il governo universitario abbia scelto un inconsueto giorno di metà gennaio, in sordina e in un contesto ancora spopolato, per tentare questa disperata operazione.

    Diciamolo senza mezzi termini: Ratzinger, imbarazzante stampella del partito democratico e del governo di centro-sinistra, è un nemico dell’università. Non ne fa mistero, del resto, quando manifesta la propria nostalgia per la Santa Inquisizione, o semmai ne è critico per l’eccessiva moderazione nel perseguitare, appunto, l’innovazione; quando si schiera, in tema di ricerca scientifica, dalla parte della morte contro la vita; quando invoca, nelle famigerate esternazioni pontificie su donne e famiglia, l’oscurantismo e la repressione dei corpi e della libertà di scelta femminile, il disciplinamento e il controllo degli stili di vita che dell’università sono protagonisti e produttori. Allora, noi non possiamo che essere nemici della reazione, e di ciò con cui si allea; dell’articolazione di vuota retorica e politiche securitarie, di controllo, rendita parassitaria e aperta reazione che il 17 gennaio, senza più veli, qualificherà la governance ai tempi del veltronismo e del centro-sinistra.

    Noi non abbiamo nessuna nostalgia per il “tempio della conoscenza”: per questo la mattina del 17 gennaio ci troveremo intorno alla Minerva, protettrice della conoscenza e dea della guerra, per difendere la potenza dei saperi di parte e del conflitto. Non verseremo nessuna lacrima sulle macerie dell’università dei baroni e della riforma, decadente istituzione feudale al pari del papa e del ministro che sono stati scelti come alleati per rappresentarla.

    Noi il 17 gennaio difenderemo la libera repubblica dell’autoformazione e della circolazione dei saperi, delle lotte e dei movimenti, della cooperazione e della libertà delle forme di vita. Invitiamo a partecipare studenti, precari e docenti che non si inchineranno a baciare il pontificio anello. Rivendichiamo una presa di parola forte e collettiva da parte di tutt* per garantire l’agibilità delle mobilitazioni, affinché tradizione e innovazione non siano accompagnati dal loro fedele e indispensabile gendarme, la militarizzazione. Gli alberi della libertà li piantiamo quotidianamente, squarciando la pesante cappa di normalizzazione – questo è il vero slogan della “Sapienza” – che vorrebbero inaugurare il 17 gennaio. E che cento fiori di gioia, esodo e resistenza sboccino!

    Per discutere di tutto questo invitiamo tutt*, studenti e precari dell’università, ricercatori e docenti, centri sociali, associazioni e sindacati, donne e uomini liberi, con a cuore il desiderio e l’intelligenza, la ragione e la voglia di sperimentare, ad un momento pubblico di dibattito e di confronto, martedì 15 gennaio, alle ore 16 presso la facoltà di Scienze politiche.

    O dalla parte del papa, o dalla parte dei saperi!
    O dalla parte della tradizione, o dalla parte della libertà!
    Liberiamo la Minerva, difendiamo la libera repubblica dell’autoformazione!

    Rete per l’Autoformazione – Roma

  22. Alessandro Dice:

    Cari Jacopo e Mobydick voi affermate con tanta certezza ke il papa attacca la scienza senza conoscerla, invece voi potere permettervi di attaccare continuamente la CHIESA SENZA AVERE LA BENCHé MINIMA COGNIZIONE DI ESSA E DEL PERCHé DI TANTE SUE POSIZIONI??? Come dice Alessandra la libertà di espressione deve essere da ENTRAMBE LE PARTI!

  23. Tomàs Dice:

    Sono contento il Papa venga alla Sapienza, lo sarei davvero se vedesse qual è lo stato delle cose e ci aiutasse concretamente a migliorare la nostra vita di studenti almeno lanciando un monito alla nazione sulla situazione in cui versa l’Università più importante d’Italia.
    Vorrei chiedere al Papa se, secondo lui, è giunto il momento, per la Chiesa, di calarsi in mezzo al popolo.
    Vorrei chiedergli perchè usano dei soldi per comprare ricchi vestiti e macchine di lusso mentre la gente muore di fame o semplicemente fa fatica ad andare avanti.
    Gesù non aveva mercedes cappelli e scettri, rischiava la vita scendendo ogni giorno in mezzo al popolo, comunicando il suo messaggio…e nel suo messaggio d’amore io credo, nella Chiesa no…ed è così per molti…Ci aiuti a ritrovare la fede nell’operato dell’uomo prima che in Dio!

  24. Grysus Dice:

    Secondo me questa visita non è stata un’ottima idea..
    Ora che la Chiesa ha la minore affluenza mai avuta nella sua storia, portare il Papa più conservatore di tutti tra i giovani.. beh oddio.. mica geniale..
    Quel Papa che ha sparso messaggi terribili tali da alzare il livello di omofobia e razzismo nelle strade, quel Papa che predica la povertà e la pace nel mondo e poi quando veramente può fare qualcosa si compra il vestito di Prada e i macchinoni di lusso, quel Papa che ha portato la Chiesa a compiere un enorme passo indietro con la messa in latino e la musica sacra invece della musica profana (secondo voi chi è che ha annullato quel bello spettacolo che era Natale in Vaticano?), quel Papa che adora la Santa Inquisizione.. ma stiamo scherzando?
    Credo proprio che non sia una buona idea.
    Poi, per carità, ognuno ha la sua visione, ma secondo me potevano risparmiarsela questa passerella.
    E insieme a lui Veltroni, un altro venduto, ma quello è un altro discorso.

  25. Alessandro Dice:

    Caro Thomas, posso comprendere il tuo punto di vista, che è quello di molti, ma gli ori e gli argenti della Chiesa definiti impropriamente “sfarzo” o “lusso” hanno senso nella misura in cui sono strumento per rendere lode a Dio e per sottolineare la REGALITA’DI CRISTO. Non sono strumento di autoglorificazione come pensano molti…! E come se alla tua ragazza le regalassi un anello di plastica e le dicessi “tanto io ti amo”! Spesso a dispetto di ciò si cita SAN FRANCESCO CHE ERA POVERO; San Francesco amava la povertà per sè e per i suoi frati,ma per onorare il Signore voleva le cose più belle, : DALLE FONTI FRANCESCANE “Vi prego, più che se riguardasse me stesso, che, quando vi sembrerà conveniente e utile, supplichiate umilmente i chierici di venerare sopra ogni cosa il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo e i santi nomi e le parole di lui scritte che consacrano il corpo. 3 I calici, i corporali, gli ornamenti dell’altare e tutto ciò che serve al sacrificio, devono essere preziosi. 4 E se in qualche luogo trovassero il santissimo corpo del Signore collocato in modo miserevole, venga da essi posto e custodito in un luogo prezioso, secondo le disposizioni della Chiesa, e sia portato con grande venerazione e amministrato agli altri con discrezione.”
    …Inoltre si dice sempre che la chiesa ha un sacco di soldi, ma perchè non sottolineare mai quello che la chiesa ci fa con quei soldi?? Non è che li utilizzano per comprarsi ville o cose del genere…prima di tutto devono contribuire al sostentamento dei sacerdoti…o forse devono vivere nella miseria perchè Cristo era povero?? In secondo luogo come non ricordare tutti gli ospedali costriti dalla chiesa, le caritas diocesane, le case famiglie per le ragazze madri, per i tossicodipendenti, e le prostitute…! Da chi vengono finanziate queste cose se non dalla CHIESA???? E tutti i soldi devoluti per i terremotati del perù e le vittime dello TZUNAMI….??? Da chi pensate arrivino ??? INVITO DI PIU NOI TUTTI A RIFLETTERE PRIMA DI GIUDICARE E CONDANNARE SUBITO!!!

  26. michael vu Dice:

    Ho letto più volte negli interventi “Ognuno è libero di contestare il Papa come vuole”. NON È VERO.
    A chi quella mattina vorrà esprimere il proprio rifiuto al Papa e a ciò che rappresenta sarà reso impossibile farlo. La polizia ha già fatto intendere (ma in malafede lo “sospettavamo” in molti) che non sarà accettata nessuna manifestazione di protesta tra le mura universitarie per il tempo della visita del Papa. Ci sono persone che da anni si battono per affermare il semplice principio che l’università è degli studenti e, invece, quella mattina saranno sbattuti fuori dal posto che partecipano a costruire ogni giorno.
    Se veramente credete nel dialogo e nel diritto di tutti gli studenti ad esprimere liberamente le proprie opinioni all’Università, allora fate sentire la vostra voce e rivendicate per noi il diritto a dissentire liberamente e pubblicamente.
    Sarebbe un bel segnale.
    O preferite una città universitaria blindata, con la polizia in assetto antisommossa schierata ad intimidire ogni azione di dissenso e il vostro Papa che sfila in mezzo a voi, unici ammessi a questa passerella?
    Che messaggio sarebbe?

  27. Alessandro Dice:

    Inoltre è inutile dire che si odia questo papa e NON GIOVANNI PAOLO II….in primo luogo perchè era il più stretto collaboratore di GIOVANNI PAOLO II…(non ha mai voluto farlo tornare in GERMANIA, in secondo luogo perchè in fondo GIOVANNI PAOLO II diceva le sue stesse identiche cose anche se con parole diverse…dunque???

  28. ale Dice:

    Non so niente della polizia che dite sarà presente il 17 ad impedire manifestazioni.
    Immagino che, visto i “toni” con cui si sta sollevando questa protesta, si voglia solo evitare che si creino situazioni di violenza.
    Per quanto mi riguarda confesso che un po’ di preoccupazione ce l’ho e non sapete cosa darei per poter essere sicura che la manifestazione proceda in maniera libera ma al contempo pacifica. Scrivete che la “la polizia in assetto antisommossa” verrà “schierata ad intimidire ogni azione di dissenso “. Non capisco che preoccupazione avete: se non avete intenzione di sollevare sommosse violente non credo che non potrete esprimere il vostro dissenso. La polizia ci sarà per evitare violenze, e basta. Per cui, non credo ci sarà preoccuparsi per la libera espressione…

  29. jacopo Dice:

    Caro Alessandro.
    PRIMO
    Io non attacco affatto la chiesa perchè non parlo dalla cameretta mia tutte le domeniche con le televisioni serve che riportano fedelmente le stronzate che mi passano in mente.
    SECONDO
    Ora parlo a difesa delle categorie di persone che in qualche modo si sentono offese dalle esternazioni di Ratzinger.
    Non sono loro ad attaccare il Papa. La reazione dopo un attacco, Alessandro, si chiama semplicemente DIFESA.
    Io, in quanto studente di fisica che crede nell’uguaglianza dei diritti degli uomini indipendentemente da cosa fanno con il loro sesso e non pretende di affermare che la sua religione sia la migliore al mondo, trovo oppressive le continue pressioni del papa
    -sul verso che deve prendere la scienza (pensasse alla teologia, è un teologo no? Gli scienziati non dicono alla teologia che deve fare, semmai dicono che sono tutte c…te…ma questo è un altro discorso… ;)
    -sulla retorica che usa nel dire che l’unica unione possibile è tra uomo e donna. Che cosa ne sa lui?
    -sulla superiorità della sua religione sulle altre. E’ un presuntuoso.

    Ricordo, Alessandro, che il Concilio aveva affermato la famigerata frase, bellissima “c’è un barlume di verità in ogni religione”.
    Lui invece sta riportando la chiesa agli anni 20.

    Ancora, Alessandro, il tuo Papa ha rifiutato di incontrare il Dalai Lama per non compromenttere i rapporti già sofisticati con la Cina.
    In cambio, una settimana dopo, in Cina alla Santa CHiesa CAttolica Romana, è stato concesso di mettere bocca sulla nomina di un prelato.

    Quanto a quello che dici sulla ricchezza della chiesa, sei semplicemente patetico e non dirmi di rispettare le tue opinioni perchè sono vergognose.
    Cristo diceva che aiutando il prossimo, si glorificava Dio.
    La chiesa potrebbe investire i suoi soldi nell’aiutare veramente il prossimo e non nell’intascarsi l’8 per mille (pure quelli che non gli spettano, altra vergogna) di cui solo il 10% vengono riutilizzatati in missioni umanitarie.

    LA Chiesa, ALessandro, possiede il 25 % degli immobili romani.
    Alla chiesa, non è richiesta l’ICI.
    Non prendi per il c..o nessuno dicendo che gli ori e gli attici dei cardinali servono a glorificare Dio.
    Dio lo glorifichi con una preghiera, una poesia, un gesto d’amore, sacrificandosi come fanno i missionari per i 5 miliardi di persone che muoiono di fame per farci fare la bella vita a noi.

    La chiesa sono loro, non i teologi vestiti da guillermo mariotto che fanno finta di non vedere che grazie alla propria politica in Africa l’AIDS fa ancora centeinaia di vittime ogni giorno.
    Basterebbe dire che non si uccide nessuno usando un preservativo.

    Infine, avevo chiesto a chi gestisce il sito, o ai sostenitori della visita del Papa, che cosa pensassero della lettera di Cini al rettore per contestare l’invito di Ratzinger.
    Noto che non si è pronunciato nessuno.
    Sapete che si discute argomentando e contraddicendo, costruendo così un dibattito.
    Allora ci riprovo.
    Io sono d’accordo con Cini.
    Voi che ne pensate?
    Ciao

  30. cappellasapienza Dice:

    E’ vero, non abbiamo risposto riguardo la lettera di Cini.
    Personalmente l’avevo letta prima che tu la citassi.
    Purtroppo i preparativi per la visita del Papa (che vanno anche oltre questo blog) e il lavoro personale mi hanno impedito di scrivere approfonditamente sull’argomento. Anche perchè si tratta di una lettera che andrebbe commentata punto per punto, in maniera precisa e attenta. Non credo che un commento sul blog sia sufficiente.

    Cercherò di recuperare.

    Ovviamente, nulla ti impedisce, visto che si rivendica che l’università è degli e per gli studenti, di venire in Cappella e provare a cercare un PACIFICO confronto personale.

    Aggiungo: invito TUTTI a moderare i toni, perchè si possono esprimere le proprie idee senza attaccare o insultare nessuno, e visto che si protesta tanto “contro le offese ricevute”, iniziamo a mostrare che è possibile comunicare mantenendo atteggiamenti di rispetto reciproco.

    Alessandra

  31. pav Dice:

    Non essendo studente alla Sapienza (ma comunque studente.. con qualche annetto in più!), intervengo con un po’ di timore, forse rubando spazio a chi ne ha diritto.

    Capisco che su alcune questioni si discuta (il modo con cui la Chiesa fa uso delle ricchezze o il merito di ciò che dice su questioni etiche,.. ), ma su altre occorre forse tornare a oggettività.

    Credo non sia giusto dare a Joseph Ratzinger l’appellattivo di oscurantista e nemico della scienza. Se scienza vuol dire il conoscere con la ragione, i fisici o i bioingegneri non sono gli unici scienziati! Oscurantista è chi pensa che il saper fare debba coincidere col fare, così che, se so clonare un uomo allora lo posso fare. Chi tocca un uomo tocca ogni uomo! In gioco c’è il bene comune. E’ ormai chiaro che certe nostre potenzialità tecnologiche mettono in questione il senso dell’essere umano. Ascoltati con attenzione gli esperti dei vari campi, forse ha più strumenti intellettuali per interrogarsi sul senso delle cose chi a questo è più avvezzo, filosofo o teologo che sia (questioni di competenza metodologica!).

    Joseph Ratziger è uno degli intelluali europei maggiormente eminenti in questi ultimi 100 anni. Non ancora papa ha partecipato in più occasioni a tavole rotonde con altri intellettuali (tra le più celebri quella con Jurgen Habermas, filosofo di formazione marxista). Antidemocratico? Egli stesso ha affermato: “Indubbiamente si è arrivati a delle acquisizioni importanti che possono pretendere una validità generale: l’acquisizione che la religione non può essere imposta dallo Stato, ma che può essere accolta tanto nella libertà; il rispetto per i diritti del’uomo uguali per tutti; la separazione dei poteri e il controllo dei poteri” (Subiaco, 1° aprile 2005). Ciò che mi sembra gli stia più a cuore quando si allarma per il relativismo diffuso nella nostra cultura occidentale è proprio la gravità della perdita di coscienza circa un bene universale. Possiamo come uomini e donne non solo convivere, ma anche semplicemente vivere senza credere che la nostra vita è per il Buono, il Giusto, il Bello?

    Questa la domanda che mi sembra oggi giungerci (cristiani o no, credenti in un Dio o no) dalla tradizione cristiana.

    Non so se da papa Benedetto ci giungeranno ancora stimoli di riflessione in questo senso. Certamente possiamo contare su un autorevole voce, almeno da un punto di vista intellettuale.

    Al di là della sua immagine mediatica, godremo probabilmente (personalmente ne sono convinto) di una personalità aperta e amabile.

  32. no way Dice:

    aborto
    divorzio
    libera ricerca
    libero sapere
    libere identità sessuali
    desiderio
    piacere sessuale
    trsformazione e riconoscimento del proprio corpo
    la chiesa e il suo santo padre si oppongono a tutto questo e vengono all’università per ribadire il loro oscurantismo, i loro divieti, la loro capacità di controllo sugli individui e sulla società attraverso il loro potere pastorale che tutto vede e tutto conosce
    mio caro papa noi non siamo i tuoi agnelli
    di noi non saprai mai niente
    resta a san pietro
    e non invadere altri spazi
    e se volete tanto sentrilo accendete la tv che oramai è il regno dei cieli …in terra

  33. non mi fido dei media Dice:

    Complimenti! Sai già che cosa dirà il papa! Ma questo è il dono della veggenza!

  34. p. Franco Dice:

    Carissimi,

    ammiro il coraggio delle vostre idee, il desiderio di rendere manifesto
    quante andate comprendendo del mondo che vi circonda, con tutta la sua
    complessità, e non ultimo di voi stessi. Non mi meraviglierei, se per
    quegli stessi ideali che difendete con molto vigore foste disposti (se
    le circostanze ve ne dessero occasione) di dare persino la vita.
    Siamo tutti alla ricerca di un bene concreto. Tuttavia è facile
    constatare, anche da questo blog, che la “grammatica” che accompagna la
    ricerca diverge in atteggiamenti ostli e a ipersensibilità per le
    differenze. Sono pure convinto che più andiamo nel profondo delle nostre
    differenze e più ci ritroviamo uguali. Condividiamo la essenziale
    umanità, nei suoi aspetti di forza e di debolezza.

    Abito nella Città Universitaria. Ogni giorno vi “vedo” arrivare e alla
    sera ripartire. Mi sento, con voi, uno di casa.

    Ho un sogno: cercare insieme spazi per un dialogo aperto e rispettoso.

    padre Franco (Cappella dell´Università)

  35. Caro Padre Franco Dice:

    non ci provi nemmeno. NON CI PROVI.

  36. jacopo Dice:

    Trovo estremamente disgustoso l’ultmo commento.
    Io sono d’accordo con il Padre, e anch’io penso che in entrambe le parti che si confrontano su questi tema ci siano persone che sotto le maschere che indossano quotidianamente (me compreso), ricercano la giustizia.
    Però vedo anche tanta malafede e allora me la prenderei con quella, non con il commento di un prete che invita al dialogo e rivolge un pensiero agli studenti e alla loro voglia di ribaltare il mondo.
    Vedo che i miei interrogativi sono ancora senza risposta e se mi è permesso rivolgere una critica, vorrei dire che mi dispiace non aver trovato una controparte con cui dialogare, non sugli ori dei cardinali, ma sui motivi per cui non trovo giusto che il papa venga alla Sapienza.
    Voi difendete il Papa perchè lo riconoscete come vostro capo.
    Non commentate le sue frasi.
    Questo non è bello da parte vostra.
    Pav, per quanto vere (e non ho motivo di dubitare) siano le frasi che riporti di di Ratzinger, ammetterai che quelle di cui parla, non sono tutte queste grandi concessioni…se non accettava manco la divisione tra stato e religione stavamo veramente messi male.
    Quanto al controllo della scienza, o meglio, della tecnologia, è ovvio che debba esserci.
    Mi sembra però ridicolo che lui voglia essere il controllore.
    La chiesa ha perseguitato Galileo e tuttora combatte con Darwin.
    C’è da pensare che se l’uomo non fosse mai andato sulla Luna, loro ancora dicevano che fosse fatta di materia celeste.
    La fisica ha permesso la costruzione della bomba atomica, è vero, ma i fisici non studiano per quegli scopi.
    Almeno, i fisici buoni.
    Poi ci sono le teste di cazzo come Teller che pensava solo alla bomba H.
    Ed è proprio perchè esiste questa gente, in ogni campo, che deve esserci un controllo, che oggi esiste: agenzia internazionale per l’enegia atomica.
    La ricerca è qualcosa di sublime, è per la l’attività più alta che l’uomo riesce a compiere.
    E’ la corsa alla conoscenza che è e deve restare senza limiti.
    E non si può negare che la chiesa nel corso dei secoli non ha certo avallato questi scopi.
    Quanto alla ricerca sugli embrioni, ieri su Repubblica è uscito un bell’articolo di Odifreddi, in cui lui mette in mostra uno che, secondo me, è uno dei più grandi paradossi della politica della chiesa.
    Essa difende la vita dall’inizio alla fine, opponendosi anche a quelli che volgiono morire perchè ridotti su un letto a vivere grazie a un respiratore.
    Ricordo che a Welby non è stato concesso neanche il funerale, che però è stato concesso a Pinochet, che magari non si è suicidato, ma di vite ne ha tolte parecchie.
    LA chiesa difende la vita dal suo concepimento alla sua fine, e però si ostina a tacere sull’uso del preservativo in quei paesi africani dove i bambini nascono già malati.
    CHe vita si offre a questi bambini?
    Una vita di 4-5 anni?
    Ma quello che proprio non capisco è il fine del suo silenzio.
    Davvero un rapporto non finalizzato alla procreazione è più grave di una vita che non potrà durare più di qualche anno?
    C’era anche scritto che Giovanni XXIII aveva istituito una commissione di 75 cardinali per discutere dell’argomento e solo 4 di esse si erano detti contrari all’uso.
    Oggi, siamo tirnati più indietro di allora.
    LA chiesa combatte battaglie di retrogurdia che la porteranno a perdere sempre più fedeli. Basta alzare un attimo lo sgurdo, riflettere in modo critico sulle sue contraddizioni ed è facile lasciarsela dietro le spalle.
    Parlo della chiesa, non della fede, che pure non ho ma distinguo nettamente dalla chiesa.
    Io non voglio il papa alla sapienza anche per questo. Voglio avere la possibilità di contestarlo come mi pare, in modo democratico si intende. Poi non farò niente perchè dopo 4 giorni ho un esonero, ma questo è un altro discorso.
    Se quella mattina mi sveglio incazzato, voglio poter essere libero di andarlo a fischiare.
    Ciao

  37. Giacomo S.U. Dice:

    Buongiorno. Approfitto di una pausa dagli studi per poter esprimere la mia modesta opinione di studente di Storia Contemporanea (e quindi ancora in cammino) sulla visita di Benedetto XVI che ci sarà fra tre giorni.

    Premetto di far parte di un’associazione inserita all’interno della Cappella dell’Università, quindi potrei benissimo essere frainteso, ma spero che la mia conoscenza del marxismo e della storia possano controbilanciare un possibile pregiudizio.

    Ebbene, dopo questa breve introduzione inizierò ad elencare le mie idee.

    1) sono favorevolissimo alle manifestazioni di protesta contro il Papa programmate per giovedì 17.
    ogni idea va ascoltata, recepita, fatta propria, metabolizzata, contestualizzata ed infine criticata/osannata.
    Chiunque è libero di esprimere la propria idea, di qualunque natura essa sia.

    2) la violenza fisica è inutile.
    La violenza verbale, infatti, è molto più pesante e, a parità di vittime fa scorrere meno sangue.

    3) contrario all’impiego massiccio delle forze di Polizia.
    Senza di esse la visita del Papa molto probabilmente non potrebbe avvenire, ma l’annuncio di un forte dispiego di forze dell’ordine non fa altro che aumentare la “paura sociale” [ho un diploma di Mediatore Interculturale riconosciuto dall'Unione Europea, quindi so di cosa sto parlando], sia da una parte (“non ci faranno protestare”) che dall’altra “non ci faranno accogliere il Papa come vorremmo”).

    Ovviamente questa è la tipica strategia di uno stato gestito dai c.a.p.i., la “casta” del “Centro Anziani Parlamento Italiano” e di un sistema che si basa, vive e specula su paura, possibili future guerre e carestie, improbabili virus (aviaria su tutti).

    4) sono un po’ interdetto riguardo l’intervento del professor Marcello Cini (sul quale ho fatto delle ricerche). Sia ben chiaro, argomenti interessanti (anche se un po’ meno precisi) di un esimio docente ma mi chiedo se il professor Cini (nato nel 1923) non faccia parte di un’altra casta, quella dei “baroni” che personalmente aborro in quanto stanno facendo deperire con le loro sottili strategie “familistiche” un movimento culturale famoso in tutta Europa.

    5) le proteste, a guardar bene, andrebbero veicolate anche sul rettore Guarini (e famiglia!), Mussi e Veltroni.

    6) in questo semestre il Papa non è il primo capo di stato straniero che visita la Sapienza – Università di Roma.
    Si è svolto infatti alla fine di ottobre un incontro con Evo Morales (per chi non lo sapesse è il presidente della Bolivia). Diciamocelo: qualsiasi cosa faccia il Papa fa notizia, mentre l’incontro con Evo Morales non era stato nemmeno pubblicizzato sul sito dell’Università. Ne sono venuto a conoscenza soltanto tre ore prima grazie alla newsletter del sito di Gianni Minà.

    7) chi si aggrega, chi fa gregge, chi non ha studiato o chi non approfondisce c’è sempre e dovunque, da qualsiasi parte uno volga lo sguardo.

    8) sono curioso di sentire il discorso che terrà il Papa.

    a) conosciamo tutti (spero) la biografia di Josef Ratzinger. Personaggio sin dall’inizio controverso in quanto coscritto non volontariamente nella gioventù hitleriana, arruolatosi volontario presso la contraerea, disertore circa un anno dopo.

    b) conosciamo benissimo anche le polemiche scatenatesi dopo molti suoi interventi. Sembra sempre che si scelga le fonti sbagliate per fare i suoi interventi! Selezionare un discorso di Manuele II Paleologo, terzultimo imperatore di Costantinopoli (quindi piuttosto antico, di parte, decontestualizzato) per parlare di islamismo e di Paul Feyerabend (famosissimo per i suoi giudizi scandalosi a volte condivisibili, altre meno) per parlare del processo a Galileo Galilei le reputo delle scelte piuttosto infelici e sbagliate. E mi dispiace soprattutto che non siano casuali!

    c) aver visitato nel 2004 l’undicesima slum [bidonville] più estesa del mondo, quella di Pikine, alla periferia di Dakar (Senegal), mi ha fatto constatare la pandemia di A.I.D.S. In Africa e la negazione che viene esercitata sui malati dai rinnegati (gli altri abitanti della slum) dei rinnegati (il poverissimo popolo senegalese).
    Secondo la mia opinione in Africa qualche preservativo in più per evitare ulteriori tragedie farebbe comodo.
    Su questo problema potrei scrivere per ore ma sarò breve: il divieto del Vaticano sull’argomento preservativo non è un deterrente all’uso del preservativo stesso. Innanzi tutto perché nelle Sacre Scritture è scritto che il Papa non è infallibile, secondo poi perché l’uso del preservativo in Africa è avversato dalle multinazionali, dai governi nazionali, dall’alto costo del fondamentale contraccettivo rispetto ai bassissimi salari (chi li ha!) della popolazione etc.etc.

    quante guerre sono state realmente combattute per motivi religiosi?

    d) ancora non trovo una spiegazione sulla beatificazione dei 498 spagnoli periti durante la lotta tra il governo democratico spagnolo e Francisco Franco. Purtroppo, non avendo avuto delucidazioni in merito al fatto che tra i 498 non tutti erano “santi”, ci vedo solo avversità verso il governo Zapatero.
    Avendo perso il mio bisnonno in quella guerra la cosa mi dà fastidio.

    e) Benedetto XVI è in questo suo inizio di mandato il Papa più “politico” tra quelli del XX/XXI secolo e questo è un punto a suo sfavore. ma… oltre a Giovanni Paolo I chi non lo è stato? In quanto all’essere un Papa reazionario… ci sono voluti 400 anni per riabilitare Galileo Galilei e ancora le polemiche non si sono placate, il che vuol dire che ci vorrà del tempo maggiore per argomenti ancor più spinosi! La burocrazia è una macchina lenta e arrugginita. Di Vaticano e di “riforme” se ne parlerà ahimé ancora a lungo!

    f) ogni idea va ascoltata, recepita, fatta propria, metabolizzata, contestualizzata ed infine criticata/osannata.

    g) qualsiasi cosa dirà il Papa verrà fraintesa, decontestualizzata, sfruttata per mere operazioni politiche tipiche del “Sistema-Italia”…
    …così come sta già facendo vergognosamente Azione Giovani.

    9) sono criticissimo verso l’informazione che faranno i media italiani dell’evento. Scommetto quello che volete che nessun giornale/telegiornale riporterà la notizia completa senza addurre conclusioni escatologiche e fuorvianti.
    Ragazzi! Qualora non l’abbiate capito l’informazione italiana è tra le peggiori al mondo.

    10) sono favorevole alla seconda parte della visita del Papa.
    Se rispetto all’apertura dell’anno accademico nutro forti dubbi, questi si diradano per quanto riguarda la visita di Benedetto XVI alla Cappella dell’Università in onore del suo Sessantesimo anniversario.

    La Cappella dell’Università l’ho scoperta quasi per caso.
    Certo, è un’istituzione e come tale verso di essa possono essere mosse sia critiche che elogi.

    Per quanto riguarda possibili accuse di oscurantismo e di deviazionismo paventate da alcuni interventi posso dire questo. Ho proposto una mia iniziativa culturale a molte facoltà, dipartimenti e uffici, ma l’unica entità presso la quale le mie richieste sono state ascoltate ed accolte è stata la Cappella.
    Visto che la mia iniziativa è stata lodata da un importante personaggio del settore i casi sono tre:

    - la Cappella dell’Università sta avanti e non dietro rispetto al resto dell’Ateneo riguardo temi come l’accoglienza, la crescita, l’aggregazione.

    - l’Università fatica a recepire e a sfruttare, ora più che mai, le peculiarità e le qualità di ogni ragazzo.

    - qualsiasi cosa voi pensiate che non sia ascrivibile ai primi due casi.

    Molto probabilmente questo mio intervento sarà frainteso nonostante il mio secco realismo e non sarà servito a niente.
    Molto probabilmente le posizioni dei pro e dei contro Ratzinger saranno ancora più distanti e arroccate su se stesse, ma una cosa ancora la voglio dire:

    “la vita non è solo bianca o solo nera: esistono anche delle sfumature. Quando poi uno, stanco delle solite sfumature, si mette a viaggiare, studiare, riflettere, scopre che ci sono anche infiniti colori.

  38. Giacomo S.U. Dice:

    chiedo scusa a tutti ma al punto 8) ho dimenticato la lettera h.
    anche io continuo come jacopo a non comprendere la decisione di non aver celebrato i funerali a welby e di averli fatti a pinochet.
    ero all’estero quando morì l’ex-dittatore cileno e l’argomento del funerale ebbe molta più risonanza in sudamerica che in italia.

  39. leone Dice:

    Caro Jacopo

    smascherare le MENZOGNE (di Repubblica, in particolare) richiede molto più tempo e serietà che non crearle ad hoc.
    Questo testo risponde (spero) alle accuse della tua penultima “lettera”. Per la successiva (e per quelle di ispirazione simile) ci vorrà altro tempo (visto che sono anch’io sotto esami, di matematica).
    Ringrazio il Cielo che le “televisioni serve” non ti diano la parola “dalla cameretta” “tutte le domeniche” riportando fedelmente le stronzate che” ti “passano in mente” (tra virgolette ho copiato e incollato le parole tue).

    Tu sostieni che il Papa opprima per le continue pressioni
    “sul verso che deve prendere la scienza (pensasse alla teologia, è un teologo no? Gli scienziati non dicono alla teologia che deve fare, semmai dicono che sono tutte c…te…ma questo è un altro discorso…)”.

    Ma la Chiesa (e le altre confessioni cristiane… ;) non indicano il “verso” che la SCIENZA “deve prendere”, bensì l’USO che se ne fa - cioè la TECNICA. E’ vero che il Papa è un teologo ma, come lui stesso ha già affermato: “Se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari, allora noi possiamo solo rispondere: forse che l’uomo non ci interessa?”. Inoltre ci mancherebbe solo che la Scienza che applica la Ragione a ciò che è IMMANENTE (Energia, Tempo, Spazio, Massa, Cariche e Logica Matematica) insegnasse ai teologi e/o ai filosofi cose che non potranno MAI SPERIMENTARE con il metodo scientifico galileiano (cioè ipotetico-deduttivo con ripetibilità sperimentale) semplicemente perché rientrano nel TRASCENDENTE (cioè, in particolare, non dipendono da: Energia, Tempo, Spazio, Massa, Cariche e Logica Matematica) e sono fuori dalla portata del rigoroso studio scientifico (non dalla legittima opinione personale).

    Sostieni che il Papa opprima per le continue pressioni
    “sulla retorica che usa nel dire che l’unica unione possibile è tra uomo e donna. Che cosa ne sa lui?”

    Che cosa ne sa lui? Ma perché i magistrati devono essere stati tutti in galera per poter giudicare e incriminare qualcuno? E, se la mettiamo su questo piano (errato), cosa ne sai TU, “fisico”, di ciò che è MORALMENTE giusto o sbagliato? Vedi tu stesso che il “rimprovero” non regge…
    Inoltre l’unione tra un uomo e una donna (inteso come copulazione) è l’unico possibile (lo trovi su un qualunque dizionario medico). Quanti altri tipi di UNIONI (non RAPPORTI) conosci? E indovina un po’: lo sai che anche il Dalai Lama, che tu premurosamente citi nel testo, condanna (come la Chiesa) gli ATTI omosessuali (NON le PERSONE, ma gli ATTI) come sessualità disordinata e contraria alla natura?

    Sostieni che il Papa opprima per le continue pressioni
    “sulla superiorità della sua religione sulle altre. E’ un presuntuoso”;
    inoltre ricordi ad Alessandro
    “che il Concilio aveva affermato la famigerata frase, bellissima “c’è un barlume di verità in ogni religione”. Lui invece sta riportando la chiesa agli anni 20”.

    Presuntuoso? E perché, mica inventa niente!
    Già s.Tommaso d’Aquino (XIII secolo), ben prima quindi del Concilio Ecumenico Vaticano II e degli “oscuri” anni ’20, insegnava che: “Ogni verità, da CHIUNQUE sia detta, viene dallo Spirito Santo” (e basterebbe questa citazione, tra l’altro, a farci intravedere quale invidiabile larghezza di spirito caratterizzava i maestri medievali). Inoltre la religione non è né del Papa né mia né tua ma semmai è di Gesù Cristo (il Fondatore e CAPO della Chiesa). Il Papa, come Vicario, non fa altro che obbedire al “mandato” di Cristo: “Andate in tutto il mondo e predicate il VANGELO ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Vangelo di Marco 16, 15–16). La salvezza che tu lo voglia o no è solo in Cristo.
    Ti cito gli articoli 843, 846-848, 856 del Catechismo della Chiesa Cattolica e, quindi, ciò che IN REALTA’ dice anche il Papa (che come vedrai riprende ampiamente documenti conciliari a te tanto cari):

    843. La Chiesa riconosce nelle altre religioni la ricerca, ancora “nelle ombre e nelle immagini”, di un Dio ignoto ma vicino, poiché è lui che dà a tutti vita, respiro e ogni cosa, e vuole che tutti gli uomini siano salvi. Pertanto la Chiesa considera tutto ciò che di buono e di VERO si trova nelle religioni come una PREPARAZIONE AL VANGELO, e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 16].

    846. “Fuori della Chiesa non c’è salvezza”. Come bisogna intendere questa affermazione spesso ripetuta dai Padri della Chiesa? Formulata in modo positivo, significa che ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa che è il suo Corpo:
    Il santo Concilio insegna, appoggiandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, che questa Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo, presente per noi nel suo Corpo, che è la Chiesa, è il mediatore e la via della salvezza; ora egli, inculcando espressamente la necessità della fede e del Battesimo, ha insieme confermata la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano mediante il Battesimo come per la porta. Perciò non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 14].

    847. Questa affermazione non si riferisce a coloro che, senza loro colpa, ignorano Cristo e la Chiesa:
    Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, e tuttavia cercano sinceramente Dio, e sotto l’influsso della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di Dio, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 14].

    848. Benché Dio, attraverso vie a lui note, possa portare gli uomini, che senza loro colpa ignorano il Vangelo, alla fede, senza la quale è impossibile piacergli, [Cf Eb 11,6 ] è tuttavia compito imprescindibile della Chiesa, ed insieme sacro diritto, evangelizzare” [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 7] tutti gli uomini.

    856. L’attività missionaria implica un dialogo rispettoso con coloro che non accettano ancora il Vangelo, i credenti possono trarre profitto per se stessi da questo dialogo, imparando a conoscere meglio tutto ciò che di verità e di grazia era già riscontrabile, per una nascosta presenza di Dio, in mezzo alle genti [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 9]. Se infatti essi [i missionari] annunziano la Buona Novella a coloro che la ignorano, è per consolidare, completare ed elevare la verità e il bene che Dio ha diffuso tra gli uomini e i popoli, e per purificarli dall’errore e dal male per la gloria di Dio, la confusione del demonio e la felicità dell’uomo [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 9].

    E allora dov’è questa “presunzione” del Pontefice?
    Ecco quindi contestualizzata la “famigerata frase, bellissima “c’è un barlume di verità in ogni religione”.”

    Tu sostieni che il
    “Papa ha rifiutato di incontrare il Dalai Lama per non compromenttere i rapporti già sofisticati con la Cina. In cambio, una settimana dopo, in Cina alla Santa CHiesa CAttolica Romana, è stato concesso di mettere bocca sulla nomina di un prelato”.

    A volte, per salvare il delicato e come hai detto giustamente tu “sofisticato” equilibrio faticosamente raggiunto tra Regime e Chiesa “clandestina” (e parliamo quindi di circa 10 milioni di cattolici cinesi fedeli al Papa - contrariamente alla Chiesa Patriottica controllata dal Governo) è necessario fare scelte diplomatiche dolorose. L’aut aut del regime ha imposto al Papa (che deve prima di tutto decidere del “gregge” che gli è stato affidato da Cristo: “Pasci le mie pecorelle”, cfr. Vangelo di Giovanni 21,15-17) l’opzione di un incontro con il Dalai Lama “in sordina” svolto dal cardinale Tettamanzi arcivescovo di Milano. Tu cosa avresti fatto? E cosa avresti detto TU ai 10 milioni di cinesi che vivono la persecuzione religiosa ogni giorno: “mi dispiace ma l’ho fatto in ossequio al politically correct?”.

    Per quanto riguarda la nomina del prelato cinese precisiamo che né io né te né la comunità europea (e via dicendo) potremmo riuscire a “mettere bocca” negli affari interni del governo cinese: figuriamoci se potrebbe farlo la “Santa CHiesa CAttolica Romana”(ti sei dimenticato “Apostolica”?) come hai testualmente scritto tu! La Santa Sede invece si è detta d’accordo con l’ordinazione di un vescovo della Chiesa Patriottica in modo che tale prelato possa fare da “ponte” tra la Chiesa Clandestina e la Chiesa Patriottica; ciò è quindi ben lontano dall’intromissione a cui tu alludi.

    Sostieni che
    “la chiesa potrebbe investire i suoi soldi nell’aiutare veramente il prossimo e non nell’intascarsi l’8 per mille (pure quelli che non gli spettano, altra vergogna) di cui solo il 10% vengono riutilizzatati in missioni umanitarie”.

    I soldi che vengono VOLONTARIAMENTE dati alla Chiesa con l’8 per mille non capisco (veramente!) che fastidio possano procurarti: vuoi dare i soldi alle altre confessioni religiose? Fallo pure! Vuoi lasciare che i soldi li intaschi lo Stato con i bei risultati che Striscia la Notizia regolarmente mostra? Fallo pure! Ma da noi che vuoi? Sarebbe come sbraitare perché il vicino di casa finanzia una ricerca sull’attività riproduttiva delle formiche del Marocco: sono soldi tuoi? No, e allora? Che sei un “commercialista missionario” che insegna agli altri come donare i propri soldi?
    Due anni fa il Comitato per gli interventi caritativi del Terzo Mondo (con i fondi 8 per mille) ha pubblicato ‘Dalle parole alle opere’, un volume di 386 pagine con il resoconto dettagliato, con nomi, indirizzi, tipo d’intervento e cifre al centesimo, dei 6.275 interventi finanziati in tutto il mondo tra il 1990 e il 2004, per un totale di 719 milioni di euro. Grazie alla generosità degli italiani, si è passati dai 13 milioni di euro del 1990 ai 66 del 2003. Ebbene, di quel resoconto non parlò nessun giornale: disinteresse totale, allora. Oggi insinuazioni, genericismi. E’ tutto documentato, basta aprire il documento.
    Lo sanno tutti (vedi il sito ufficiale http://www.8xmille.it) come sono ripartiti i soldi dell’8 per mille e lo sa chiunque che non tutto va alle missioni: infatti ogni anno la Cei acquista una pagina di Corriere della sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Avvenire, dove pubblica il resoconto.
    La Chiesa dispone di mille altri canali e mezzi (congregazioni missionarie, enti di volontariato laico cattolico, fondazioni, confraternite, opere di carità ecc.) per raggiungere i più bisognosi (nel 2006 al Terzo Mondo sono andati 80 milioni di euro). Se poi tu hai la sfortuna di conoscere il vescovo/l’abate/il prete/la suora/il frate che fanno vita da nababbi (purtroppo ci sono, perché negarlo?) pecchi però di superficialità facendo di tutta l’erba un fascio.
    E ancora: mai sentito parlare del SOSTENTAMENTO del CLERO (attuato con l’8 per mille)?
    Mense, centri di ascolto, case d’accoglienza, immobili a servizio della carità e della promozione umana. Di che camperebbero i preti? Di aria incensata? E come verrebbero illuminate, restaurate e mantenute le Chiese? Con i soldi comunali?

    Ma tu sei turbato anche dal fatto che
    “LA Chiesa possiede il 25 % degli immobili romani. Alla chiesa, non è richiesta l’ICI”.

    Mi piacerebbe sapere dove hai letto una tale percentuale; comunque non vedo dove sia il crimine…
    Quanto all’esenzione dall’Ici prevista dalla legge 504 del 1992, e che fino al 2004 non aveva suscitato nessun problema, essa riguarda tutti gli enti non commerciali, categoria nella quale rientrano certamente gli enti ecclesiastici ma che comprende anche: associazioni, fondazioni, comitati, onlus, organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, associazioni sportive dilettantistiche, circoli culturali, sindacati, partiti politici (che sono associazioni), edifici appartenenti allo Stato o agli altri enti pubblici come i comuni, le province, le regioni, le Asl, gli ospedali, le scuole, le camere di commercio; gli immobili di proprietà degli Stati esteri e delle organizzazioni internazionali; tutti i terreni agricoli montani anche se di proprietà di privati; gli edifici di biblioteche o musei; i fabbricati destinati all’esercizio del culto, ovviamente non solo della Chiesa cattolica, enti religiosi di tutte le confessioni e, in generale, tutto quello che viene definito come il mondo del non profit. Niente di più e niente di meno. Gli alberghi pagano, le case per ferie o le colonie no. A un albergo non basta la cappellina per non pagare, anzi dovrà pagare l’Ici anche sulla cappellina; e i Comuni hanno gli strumenti per accertare se qualche albergo, chiunque ne sia il proprietario, si ‘traveste’ da casa d’accoglienza.

    Tu sostieni che
    “Dio lo glorifichi con una preghiera, una poesia, un gesto d’amore, sacrificandosi come fanno i missionari per i 5 miliardi di persone che muoiono di fame per farci fare la bella vita a noi”.

    Ma hai mai visto un prete indossare una casula confezionata da Valentino? Hai mai visto un altare moderno in marmo di Carrara? O hai mai visto un calice tempestato di Swarosky? Io mai. La liturgia deve essere dignitosa non sfarzosa; che vuoi la S.Messa come una mensa aziendale?
    E’ vero che Dio lo glorifichi anche con il servizio al prossimo come fanno i missionari (che vengono economicamente aiutati dai soldi di TUTTA la Chiesa) e con la preghiera ma non puoi svalutare i gesti e i simbolismi della liturgia: all’anniversario di fidanzamento con la tua ragazza ti limiti a dirgli “Tanti auguri” ? E dove lo festeggiate? Alla fermata dell’autobus o in un locale “speciale” e decoroso?

    Sostieni che
    “i teologi fanno finta di non vedere che grazie alla propria politica in Africa l’AIDS fa ancora centeinaia di vittime ogni giorno. Basterebbe dire che non si uccide nessuno usando un preservativo”.

    Sei proprio sicuro che non si uccida nessuno usando il preservativo? Come mai allora ci sono studi che documentano che, pur usando i contraccettivi, chi ha rapporti con una persona infetta corre un rischio del 20% di contrarre l’Aids? (secondo alcuni lavori addirittura del 30%, cfr. S.Weller, A Meta–Analisys of Condom Effectiveness in reducing Sexually Trasmitted Hiv, “Social Science medicine” 36, pp.1635–1644; J. Lelkens, Il Preservativo non preserva, “Studi cattolici” 405, pp.718–723). Per esempio un recente studio del British Medical Journal afferma che i condom non impediscono di prendere l’AIDS nel 10–20% dei casi, e ciò solo “quando vengono usati sempre” mentre “nella vita reale essi sono spesso usati in modo errato e incostante”. Altri contraccettivi inoltre sono vulnerabili nel 5% dei casi solo se usati in modo tecnicamente perfetto! Perciò propagandare i contraccettivi significa favorire l’aumento del contagio: infatti uno studio del 2000 uscito sulla rivista Lancet (rivista medica inglese “laica”) spiega che la fiducia nei contraccettivi aumenta la disinvoltura sessuale e i comportamenti a rischio. Così, come riportato dal Washington Post, in Botswana (in Africa, come vedi), nonostante una martellante insistenza su come utilizzare i contraccettivi, “il massiccio uso del preservativo non è riuscito a ridurre gli alti tassi di infezione da HIV”; anzi “essi sono invece aumentati […] fino ad arrivare ad essere […] tra i più elevati in Africa”. Solo promuovendo l’astinenza e la fedeltà (la “politica” della Chiesa, come sai) si può diminuire il contagio, come è avvenuto in Uganda (ancora in Africa, come vedi), che ha attuato questa strategia ed è riuscita a dimezzare l’infezione (cfr. Il Foglio, 27.04.06).

    L’unico suggerimento che posso darti è quello di documentarti, senza prevenzioni né adesioni a facili luoghi comuni, prima di scrivere.

    Leone

  40. lonesheq76 Dice:

    CITAZIONE:
    Meglio fedeli alla Chiesa che servi dello Stato. ANonimo

  41. Miriam Dice:

    Salve a tutti,
    Vi ringrazio per questo spazio che permette il confronto costruttivo, che non è sempre facile. Molti di noi, io sono la prima, fanno fatica ad esporre la propria opinione rispettando al contempo chi la pensa diversamente.
    Sono tra quelli che gioiscono per la visita del Papa, quindi mi rattrista il pensiero che a qualcuno “dia fastidio”. Non voglio entrare in merito, ne avete già parlato molto voi, ma vi esprimo solo il mio punto di vista. Se l’università è degli studenti, di tutti gli studenti. Allora è anche mia e di quelli che la pensano come me. Credo conti anche la nostra posizione, che sia giusto lasciarci lo spazio per esprimerci. Tra le diverse forme per dire la mia c’è anche l’intervento del Papa. Io mi sento rappresentata dal Santo Padre, mi interessa e sono contenta se lui viene a parlare a voce nostra e per noi. Dunque anche se i cattolici all’università fossero la più esigua minoranza, spero che comunque non ci venga negato il diritto di parlare o di ascoltare. Durante l’inaugurazione dell’anno accademico parleranno diversi personaggi: non condivido la posizione e l’orientamento di alcuni di loro, ma li ascolterò lo stesso con rispetto ed interesse.
    Scusate se mi sono troppo dilungata.
    Ma la cosa più importante che volevo dire è che condivido l’esigenza di ragazzi/e che si fanno tante domande (alcune scritte in questo blog) riguardo la Chiesa, i suoi insegnamenti o posizioni. Vi capisco. Anch’io me ne pongo sempre a decine. Ho scoperto che molte di queste perplessità possono essere chiarite. Sicuramente non sono io la persona più adatta a spiegare i perché, vista la mia ignoranza su alcuni argomenti ma soprattutto credo che il blog non sia il luogo più adatto. Qualsiasi essere umano ha la necessità di avere relazioni complete: vedere il proprio interlocutore, sentire la sua voce, l’espressione del viso, del corpo. Questo però non è possibile online, pur sempre un buon strumento ma un po’ riduttivo (a mio parere).
    Tornando al discorso centrale vi assicuro che non tutti sono dogmi di fede, che la Chiesa non è un dittatore che impone acriticamente cosa fare o cosa non fare. Quindi invito chiunque volesse a informarsi, consultare, chiedere, cercare, verificare. Ci sono degli autori chiari nello spiegare e alti conoscitori della dottrina della Chiesa (come Messori, G. S. Lodovici, M. Palmaro, R. Cammilleri. Consiglio “Piccolo manuale di Apologetica” a cura di R. Cammilleri….). Vi sembreranno nomi strani e forse di parte ma credo che in tutti i casi valga la pena provare a vedere di cosa si tratta.
    Poi ci sono sacerdoti che riconoscendo la nostra sete di verità sanno indicarci strumenti per poter approfondire (chiedete in Cappella universitaria e/o nelle vostre parrocchie).
    Ad esempio riguardo il no della Chiesa all’aborto, quanti di noi (cattolici e non) ne conoscono le motivazioni? E l’atteggiamento della Chiesa rispetto l’omosessualità, siamo sicuri di sapere effettivamente qual è?
    Non voglio assolutamente accusare o giudicare nessuno, ma invece spronare tutti noi giovani ad andare oltre,a conoscere prima di decidere da che parte stare.
    Saluti a tutti

  42. jacopo Dice:

    Caro Leone, per risponderti c’è voluto un bel po’.
    Cominciamo dall’inizio. Anch’io ringrazio il cielo che la gente non sappia tutte le stronzate che mi passano in mente.
    La Chiesa decide eccome il verso che la ricerca prende.
    In Italia, non si può ricercare sulle staminali embrionali. Il confine tra ricerca e tecnica è labile in questo caso,
    non credi?
    Certo, a me (che non sono fisico, ma studente di fisica) non porrà limiti perchè sembra non fregargliene niente
    delle dimensioni dell’Universo ed ha lasciato che Dirac sviluppasse la meccanica quantistica senza rompergli le palle.
    Fortunatamente nella Bibbia non c’è scritto nulla su questi argomenti:).
    L’uomo s’è accorto solo di recente che la natura è quantistica.
    In passato sai benissimo che limiti alla ricerca sono stati posti anche nel campo della fisica. Galileo non era un pescivendolo.
    Dei matematici sembra fregarsene però…non vi conosce bene:)…eppure dovresti preoccuparti perchè se ponesse limiti alla fisica,
    anche tu, con la tua matematica che ci faresti?
    Te la sbatti in faccia?
    Quanto alla legittimità delle critiche che la chiesa fa sull’uso della scienza, ho detto che ci può stare:
    “Secondo me, può al più parlare dei suoi metodi,come fa abbondantemente, ma non può esprimersi sul creazionismo.”
    (prima lettera)
    Ho però detto che mi sembra al quanto ridicolo che un’istituzione che ogni volta che ha aperto bocca sulla scienza, ha toppato,
    voglia erigersi a controllore. Lo fanno già enti laici preposti a questo.
    inciso:
    non devi spiegarmi che il metodo scientifico non si applica alla teologia; se è per questo non si applica manco
    alla matematica. Con questo non voglio dire che le discpline cui non si applica il metodo scientifico siano inferiori.
    Ho amato filosofia a scuola, e amo la letteratura e la poesia, per quel poco che conosco.
    Volevo solo dire che i due campi di ricerca, quello del teologo, e quello del ricercatore, sono ben separti e l’uno non sa
    di che parla l’altro.
    Sulle unioni omosessuali.
    Il “che cosa ne sa lui?”, significa che, per me, la sua opinione vale come e meno di quella di un altro, perchè lui non è
    “unito” a nessuna persona (che esite materialmente), dunque non sa cosa si prova ad amare quancuno che non si può avere
    perchè la società moderna non lo accetta (per colpa della Chiesa).
    Io sarò pure fisico (studente), come dici tu, ma non ho fatto voto di castità…
    non lo so, non mi risulta che a matematica si faccia, ho degli amici lì e non mi hanno mai detto nulla di simile.
    Che c’entra allora che io sono fisico?
    Il giudice ha studiato giurisprudenza e applica la legge. Lo Stato gli conferisce l’autorità di decidere la pena dell’imputato.
    Lo Stato è riconosciuto da tutti i cittadini, onesti che pagano le tasse, e l’ICI, che ne fanno parte.
    Il papa ha studiato una qualche materia che regola le unioni amorose?
    E di un po’…a lui chi ha conferito l’autorità per giudicare corrette alcune unioni e non corrette altre?
    Il tuo DIO?
    Il tuo Dio per me non esiste, o almeno, io al momento non ci credo.
    E allora come la mettiamo?
    Io penso che ognuno dovrebbe essere lasciato libero di decidere cosa fare delle sue questioni amore, senza intromissioni
    dall’alto.
    Tu fai il sofisticato coi termini, in quella frase in cui distingui tra UNIONE e RAPPORTO, non hai detto niente.
    Inoltre, quello che dice il Dalai Lama sono affari suoi e sinceramente me ne frega meno di conoscere il numero esatto di tartarughe sulla Terra.
    Almeno lui non ha la stessa risonanza di qualcun altro.
    Non provare a nascondere il motivo per cui io l’ho citato.
    Il papa ha rifiutato di incontrarlo per non farsi sgridare da Hu Jintao.
    Servo.
    Non era politically correct incontrarlo, era ciò che si doveva fare e basta.
    Ti ricordo che il Dalai Lama è il simbolo di una nazione occupata, il Tibet, in cui non so nemmeno quanta gente abita, è vero, sono
    disinformato, ma che non ha meno dignità dei milioni di cattolici che vivono in Cina.
    Sulle giustificazioni che porti, posso essere d’accordo fino a un certo punto. Se l’avesse fatto davvero per salvaguardare il suo “gregge”,
    potrei capire. Ma guarda un po’, io sono malfidato, e non ci credo. Tendo più a pensare che l’abbia fatto per dare una leccatina alle scarpe
    di Hu Jintao, che l’ha puntualmente premiato col lecca lecca del vescovo una settimana dopo.

    Se a te va di credere che ogni verità da chiunque sia detta, viene dallo spirito santo, sono fatti tuoi.
    Io ti dico che nelle mie parole non ci sarà un briciolo di verità. Ma se mai ci fosse, è merito delle persone con cui mi
    confronto. Non dello Spirito santo.
    Citare uno del 200 mi sembra in linea con la chiesa moderna, comunque prova a dire quella frase a un induista e quello
    ti ride in faccia. Lui non sa cosa sia lo spirito santo.
    Voi credete di essere il centro del mondo, invece la vostra religione l’avete diffusa con le spade ed i fucili.
    Quanto agli articoli che citi, l’843 e l’847 mostrano la presunzione di cui parlo.
    Tuttavia, se non altro, sembrano lasciare una speranza a chi non fa parte della vostra chiesa.
    Quando i media hanno riportato le esternazioni di Ratzinger, non mi sembravano tanto concilianti. Colpa dei media comunisti, forse.

    Quanto all’otto per mille, legge qui, ti daranno cifre che io non ti so dare:
    http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/
    Leggo che al terzo mondo è lasciato un buon 8 % della torta.
    Bravi, vi impegnate parecchio.
    Lo stato tagli i soldi alla ricerca.
    Bene.
    Io dico, ci sono i soldi dell’8 per mille. Molti cittadini non barrano la casella per devolverli alla chiesa cattolica.
    Tuttavia, per non barrando niente, quei soldi finiscono lo stesso nelle vostre tasche. Nemmeno ve li dividete con le altre chiese.
    Leone vuoi proprio saperlo?
    Si, sono invidioso e allora?
    Diamoli alla ricerca quei soldi.
    Lo so che i preti non vivono nell’oro. Ma i vescovi si.
    Ho visto più di una loro “residenza”, ho visto i loro anelli e le loro mercedes.
    Io amo la mia ragazza moltissimo. Ma non le ho mai regalato un anello di diamanti e mai lo farò perchè sopra c’è il sangue degli africani.
    Questo non vuol dire che la ami poco.
    Quanto all’ICI, leggi qua.
    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/esteri/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa/ue-ici-chiesa.html
    E’ un po’ vago il concetto di attività commerciale, non trovi Leone?
    Sulla polemica che fai sull’uso del preservativo, non perdo tempo a riponderti.
    La Chiesa ha l’imperdonabile peccato di aver ucciso, e di continuare a farlo, migliaia di persone, figli dell’ignoranza e della fede,
    che, ahimè, vanno spesso a braccetto.
    Fra 200 anni, gli uomini parleranno di questa colpa, così come oggi parliamo dei roghi delle streghe.
    La tua è un’istituzione che ha monopolizzato il rapporto tra l’umano e il trascendente, e che ogni volta che prova ad occuparsi di altro,
    pesta merda.
    Ciao Leone. Buono studio.

  43. jacopo Dice:

    Dimenticavo che a te Repubblica, secondo giornale più diffuso in Italia, non piace perchè inventa menzogne.
    Vabbè, ne prendo atto.
    Spero che ti piaccia il corriere della sera:
    http://www.corriere.it/politica/07_novembre_07/chiti_niente_riforma.shtml
    Leone, se non ti piace manco il corriere, mi spiace, perchè penso che l’Avvenire e il Foglio, questi articoli non li pubblicano.
    Se vuoi cerco tra i giornali dell’oratorio venerdì.
    Rinnovo il buono studio.

  44. Luca Gras Dice:

    Se anche non siete d’accordo con nessuna delle opinioni del papa, perché non lasciare che chi desidera ascoltarlo lo faccia?
    Non era esattamente quello che diceva Voltaire, “maestro” del diritto alla libertà d’espressione?

    Fra l’altro mi sembra che a parecchi che qui parlano del papa servirebbe davvero un po’ di conoscenza di quel che dice il papa, perché l’ho visto citare malamente, incollando slogan e titoli di giornale visti distrattamente, attribuendo a lui frasi dette da qualcun altro, cucendo monconi di parole senza curarsi del contesto… E’ questo il metodo con cui dovrebbe operare uno studente universitario, di qualunque facoltà?

    Servirebbe anche un minimo di conoscenza della logica. Perché è un’argomentazione interessante quella per cui gli studenti che protestano devono essere liberi di protestare, mentre il papa non dev’essere libero di parlare; per cui la polizia non deve difendere la libertà del papa di accettare l’invito liberamente fattogli dall’università.

    A proposito: sono cattolico, voto un partito di centrosinistra ma non di rado tendo ancor più a sinistra, sono stato a Genova nel 2001 a prendere le cariche della polizia, credo nell’evoluzione, critico i preti e i vescovi ogni volta che non mi sembra che si comportino evangelicamente, credo nella libertà, nella democrazia e nella giustizia. E credo anche che stavolta qualcuno si sia bevuto una birra di troppo. Molto scura.

    P.S. I soldi dell’8 per mille dei contribuenti che non hanno effettuato nessuna scelta vengono ripartiti con le stesse proporzioni di quelli che hanno scelto, tra tutti i possibili destinatari tranne quelli che esplicitamente hanno deciso di non accedere a tale riparto.

  45. Luca Gras Dice:

    Dimenticavo. Leggo “Repubblica”.

  46. LabSAS Dice:

    17 GENNAIO: IL PAPA, VELTRONI E MUSSI ALLA SAPIENZA

    Vogliamo ringraziare papa Ratzinger e il rettore che l’ha invitato, perché hanno costretto tutti a venire allo scoperto.

    Hanno costretto l’istituzione universitaria a mostrare la crisi di potere che sta attraversando. Una crisi voluta dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, in linea con la tendenza dettata dall’unione europea, e che costringe l’università ad allearsi almeno simbolicamente con il potere più incontrastato di oggi: la Chiesa.

    Hanno costretto l’accademia scientifica a mostrare il vero volto dell’autonomia del sapere che rivendicano. Un sapere che, per esercitare il suo potere, deve essere autonomo tanto dagli altri poteri, come la Chiesa, quanto dalla società. Così la Scienza rivendica per sé il potere di influenza e controllo che attualmente esercita il Papa, in un gioco degli specchi che esclude e governa chi non vi partecipa.

    Non vogliamo schierarci a difesa di nessuna delle posizioni in campo. Non vogliamo difendere l’autonomia di un sapere che non vuole farsi strumento di trasformazione nelle mani della società. Non vogliamo che l’università diventi per un giorno e una volta di più la cittadella simbolo del sapere accademico e del potere. Non vogliamo che venga trasformata in una passerella dove far sfilare i signori della conoscenza e del controllo tra ali di sudditi festanti, mentre gli eretici e i ribelli vengono lasciati fuori ad abbaiare lontani dalla ribalta mediatica.

    Vogliamo approfittare di questa occasione per aprire una breccia nelle mura della città universitaria e lasciarla invadere dalla società critica e vitale.

    Invitiamo tutti il 17 gennaio a partire dalle 9:00 a popolare la Città Universitaria per iniziare a trasformarla in quella città che noi vorremmo che fosse: luogo di libera circolazione e creazione di pratiche e di saperi liberi dalle recinzioni di ogni potere costituito.

    Come studenti, come ricercatori, come cittadini, come donne e uomini liberi difendiamo la libertà delle pratiche e dei saperi eretici dall’ingerenza degli stati e delle chiese.

    Nè con lo STATO, Nè con la CHIESA
    LIBERTÀ DI ERESIA

    LabSAS - Edward Seegar
    per un sapere libero, autogestito, ecologico.

    N.B. Vogliamo far notare “un’ironica coincidenza”: l’inaugurazione dell’anno accademico è dedicata alla pena di morte e Papa Ratzinger, quando ancora era prefetto della dottrina. è proprio colui che ha reinserito la legittimità della pena di morte per casi estremi nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

  47. harry Dice:

    Certo hanno fatto proprio una figura barbina quei professoroni che hanno pure sbagliato la citazione non leggendo il contesto in cui era scritta! Che dei professori debbano ricorrere a Wikipedia per cercare una frase del Papa è ridicolo e non mi stupisce che si uniscano a quei quattro fanatici (notare che sono antiammerikkani e scrivono “no pope” in inglese!).

    E’ una bellissima occasione invece per l’Università. Ancora non sappiamo se Benedetto XVI parlerà come professore di teologia, o come professore di filosofia, o come vescovo di Roma, o come Pontefice. Sicuramente farà un discorso che rimarrà nei cuori e nelle menti di chi l’ascolterà.

  48. Demian - Studente Dice:

    Finalmente alla Sapienza viene invitato un uomo di grande spessore culturale.
    Un uomo che è stato per anni professore universitario di filosofia in Germania. Uno studioso che già oggi viene studiato nelle università. Anche nella facoltà di filosofia della Sapeinza, lo scorso anno in un corso era presente un suo libro come testo d’esame.
    Vedere poi lo spessore degli attacchi di qui sopra dà solo l’idea di quanto manchi un dibattito serio nell’università e di come gli studenti di oggi si riempiano le bocche di parole senza senso.
    A chi riporta i quotidiani dico: vatti a leggere il suo discorso su Galilei. Perchè forse neanche i grandi luminari che hanno scritto quella lettera lo hanno fatto.

    Dopo aver invitato Ligabue (per cui non c’era questo postribolo) finalmente si invitano persone che hanno qualcosa da dire. Ma il pubblico forse è rimasto agli standard di Ligabue.

    Diceva Talete: “Scegli una cosa sola che sia giusta, dì una cosa sola che sia vera e lascerai sciogliere le lingue di quelli che parlano troppo”
    Buona notte

  49. Alf Dice:

    Per Albert Einstein, e per certamente non poche persone di formazione scientifica, la religiosità è “sapere che esiste qualcosa di impenetrabile, e conoscere le manifestazioni dell’intelletto più profondo . Einsten, che come pensiero si avvicina a Schopenauer e pensa che alcuni geni religiosi come San Francesco e lo stesso Spinoza siano la quintessenza della religiosità senza dogmi ,crede non già in un Dio che regoli i destini ma di unDio che si manifesta nell’armonia del Cosmo (cosmesi = armonia e non :universo = verso una direzione) Secondo il geniale scienziato questa religiosità cosmica è anche l’impulso più potente e nobile della ricerca scientifica.

    “nella nostra epoca, votata in generale al materialismo, gli scienziati sono i soli uomini profondamente religiosi” . Per Einstein è proprio il compito dell’arte e della scienza “risvegliare e mantenere viva questa religiosità fra coloro che hanno la facoltà di accoglierla”

    Non accogliere il pontefice è indice di inquietudine e mi disturba questa presa di posizione che obietto e rimprovero!

  50. cappellasapienza Dice:

    Noto con estremo piacere come gli animi si stiano scaldando!
    Questo blog dimostra che c’è tanto da dire e soprattutto c’è tanta voglia di dire…

    La Cappella Universitaria desiderava proprio questo: creare uno spazio libero e aperto di confronto.
    E allora, non abbiate paura a esprimere cosa chiedereste esplicitamente, in termini di contenuto al Santo Padre, sia che lo aspettiate ansiosi, sia che non siate d’accordo con la sua visita. E’ un’occasione. Una possibilità che, ci auguriamo, continui anche dopo l’incontro di giovedì!

  51. alessandra Dice:

    Sono contenta che il Papa sia sempre più uomo testimone della speranza in concreto, nei fatti, uomo che dà la vita anche se tutti gli vanno contro..uomo che decide non di piacere a molti, ma di VOLER BENE ANCHE SENZA ESSERE CAPITO. PER NOI GIOVANI DELUSI, TRADITI DALLE PERSONE che stimavamo di più è un Padre nel vero senso della parola, uno che darebbe la vita per noi e per me questo è tutto.
    Abbiamo bisogno di questi esempi.. perchè solo da questo coraggio e da questo amore testimoniato sentiremo di essere amati…

  52. alessandra Dice:

    Chiedo al Santo Padre con la Chiesa di essere coraggioso con i giovani, di avere il coraggio di investire nei giovani… e di trovare sacerdoti coraggiosi pronti ad ascoltare, a condividere …questo è segno grande di amore.. Come? Io ho un grande desiderio di trovare le Chiese aperte la sera… fare che almeno in ogni quartiere ci sia Rosario e poi Messa e l’Adorazione serale notturla.. una volta a settimana… Ecco il mio grande desiderio… Quale migliore segno di accoglienza, disponibilità, amore se non donare la Parola di Dio che sana chi entra in chiesa anche solo per 5 minuti?? Trovare nella Chgiesa la madre e nel sacerdote il Padre che sa amare … questa è la più bella cosa.. al mondo !! Dai Papa che ce la facciamo!!!

  53. Daniela Dice:

    L’occasione di avere il Santo Padre alla Sapienza è un’occasione, a mio parere, di dialogo e di scambio di opinioni. Che non si sia tutti d’accordo è giusto, ma è sempre bene dare a tutti la possibilità di parlare e di esprimere il proprio punto di vista per poi confrontarsi. Benedetto XVI non è solo teologo, è un grande conoscitore della cultura in generale e avere la possibilità di confrontarsi con Lui è una gran bella occasione.
    Al Santo Padre ed a tutta la Chiesa in genere chiedo di continuare a far sentire la loro presenza ed il loro sostegno in questo mondo che con sempre maggiori difficoltà “combatte” in difesa della Vita e della Verità, continuamente attaccate.

  54. Elena Dice:

    Onestamente non so dire con esattezza se sono o meno contenta di questa visita del Papa nella nostra università. Fino all’anno scorso ne sarei stata felice, e molto. Adesso la notizia mi lascia un po’ tiepida. Gli avvenimenti e gli scandali degli ultimi mesi mi hanno lasciata molto perplessa e delusa, specialmente quello della pedofilia. Il Papa, che ho sempre sentito molto vicino a me e alla mia realtà di giovane, tanto che sono andata piena di entusiasmo ad esempio alla sua prima Messa, e a Colonia, non si è neanche degnato di rispondere seriamente a quelle accuse terribili, che evidentemente non sono del tutto infondate. La Chiesa ha preferito tutelare dei preti -se così possono ancora essere condiderati- pedofili piuttosto che dei ragazzi, come me, che si sono fidati e sono stati pugnalati nel profondo. E’ stata una grande delusione. Avevo sempre saputo che la Chiesa è fatta di uomini, che come tali possono sbagliare, ma un errore di questo genere… è troppo. Nonostante tutto, però, nonostante l’amarezza di chi ha sentito un crollo, un tradimento, e l’amarezza che si è aggiunta in quanto ho sperimentato la quasi totale indifferenza degli altri ragazzi, cattolici, a questa questione che invece pensavo avrebbe naturalmente spinto a chiedere chiarimenti tutto il mondo dei credenti, non posso non ricordare che anche noi siamo membri di questa Chiesa, ed il Papa è il rappresentante di Pietro sulla terra, il vicario di Cristo. E come tale in fondo sono contenta che venga nel nostro mondo di tutti i giorni. Spero che ognuno di noi lo accoglierà se non con affetto, almeno con rispetto in quanto capo di una grande religione, “messaggero di pace” ma soprattutto uomo di grande cultura.

  55. gabrieledegiorgi Dice:

    Nel momento in cui le testate nazionali informano dell’annullamento della visita di Benedetto XVI ritengo opportuno e doveroso esprimere il mio più profondo rammarico prima di tutto come cittadino nei confronti della Chiesa Cattolica ed in particolare per la cappella universitaria e la sua comunità che si trova lesa nei suoi elementari diritti. Il mio rammarico inoltre va verso tutto coloro che hanno, proclamandosi difensori dei diritti civili, ferito le altrui libertà.

  56. chicca Dice:

    Il Papa ha annullato la visita… la notizia è ufficiale (ansa)